Progetto di ricerca presso la Fondazione IRET

Il progetto di ricerca messo a punto dalla Fondazione Iret ONLUS per Il Fondo Alzheimer 360° e sostenuto con forza da Amici di Casa Insieme | Maratona Alzheimer, da tante Associazioni attive per le demenze dell’Emilia-Romagna avrà  una durata triennale.

Ad Ozzano dell’Emilia, proprio nella sede della Facoltà di Veterinaria, il 7 luglio 2016 è stato presentato il progetto di ricerca che ad oggi ha raccolto donazioni pari a 15.000,00 Euro, provenienti dalle Associazioni Alzheimer dell’Emilia-Romagna (Aima Reggio Emilia, Ama Ferrara, Alzheimer Ravenna, Asdam Mirandola, Caima Cesena, La Rete Magica Forlì, G.P. Vecchi Modena),  dai runner solidali, da singole persone e da Amici di Casa Insieme | Maratona Alzheimer.

Quanto raccolto ha permesso di dare il via al progetto di ricerca triennale a partire da giugno 2017, che vede coinvolto un giovane ricercatore della  Fondazione IRET, che ha fra i suoi obiettivi statutari lo studio di strategie per contrastare l’evoluzione di malattie neurodegenerative, prima fra tutte la malattia di Alzheimer.

Lo studio abbinato al Fondo Alzheimer 360° è eseguito in laboratorio su modelli animali, allo scopo di analizzare il decorso della malattia su animali di diverse età,  anche prima che compaiano i sintomi cognitivi, per indagare aspetti istopatologici ad oggi ancora poco esplorati, che potrebbero avere un ruolo causale nella progressione della malattia.

I risultati dello studio potrebbero essere utili  per:

  1. conoscere le alterazioni cellulari e molecolari che compaiono nel cervello ben prima che i segni conclamati di malattia siano manifesti;
  2. esplorare  la finestra temporale per eventuali interventi terapeutici, farmacologici e non;
  3. contrastare l’ingravescenza della malattia.

Per le tante incognite che ad oggi caratterizzano la malattia di Alzheimer, è vitale continuare a sperare nella possibilità della Scienza ed impegnarsi per sostenere la Ricerca sui processi neurodegenerativi .

Lo studio legato al Fondo Alzheimer 360° dimostra che tante piccole realtà associative, unite da un obiettivo comune, pur continuando ad occuparsi prioritariamente delle emergenze quotidiane che la demenza comporta,  possono contribuire al progresso della Ricerca, condividendo le proprie forze e le proprie risorse.